Archive for the 'Teatro' Category

Il più grande

Sono diventato finalmente il più grande attore di tutti i tempi. Ho esercitato con pazienza la mia attitudine naturale al panico e la mia innata capacità di dimenticare. La mia memoria astuta, tra le sue tante mirabolanti capacità, eccelle nel non dimenticare mai di dimenticare. Ho esploso fino al minuto particolare il mio egoismo, che assassina gli altri per cercare di suicidarsi meglio.

Come un fotografo non è un pittore con la macchina fotografica, così un attore non è una scimmia antropomorfa che interpreta un personaggio.

Io affermo che un attore è solo colui il quale è capace di inventare e raccontare una storia; un attore è solo colui che dilapida a piene mani, che spreca in modo forsennato i propri sentimenti quando recita; un attore è solo colui e che riesce a instaurare un’atmosfera di paura tragica sopra il palcoscenico, ove il respiro si ferma per ascoltare solo il proprio cuore che batte impazzito. 

Sono Prospero, l’unico attore al mondo.

Redenzione dell’attore

Signori, il tratto di quest’epoca è la confusione.

Si percepisce una rottura tra le cose e le parole, le idee, i segni che le rappresentano. Il teatro, che non risiede in nulla di specifico ma si serve di tutti i linguaggi (gesti, suoni, parole, fuoco, grida), scuote la falsa realtà che si stende come un lenzuolo sulle nostre percezioni.

Da quando il testo, agli inizi del secolo, ha finito di esercitare la sua tirannia sulla rappresentazione, il pubblico è stato rimosso dal quotidiano. Gesti e danze simboliche hanno messo in moto le emozioni dei presenti. Gli attori hanno utilizzato il grottesco, l’orrendo, il dolore per scuoterli e la musica, la danza, la poesia per elevare le loro coscienze.

Ai margini, spesso fuori o alla periferia dei centri e delle capitali della cultura, una teoria di persone che si definiscono attori, registi, uomini di teatro, esprime la sua visione del mondo attraverso spettacoli che debbono lottare per trovare il loro pubblico. All’unisono, in diverse parti del mondo, essi sperimentano il teatro come un ponte, sempre minacciato, tra l’affermazione dei bisogni personali e l’esigenza di contagiare con essi la realtà che li circonda.

Come il semiologo insegna, l’attore, la cui arte non fu mai utile come oggi all’umanità, è un’emittente multicanalizzata di messaggi a funzione poetica.