Archive for the 'Recensioni' Category

Cover due

Quante domande mi affollano la testa in questi giorni di grande dolore. Oggi è il primo giorno del tempo che ci resta, un giorno buono per incominciare.
Quante persone ci son passate già da questo incrocio pieno di domande, milioni di milioni da qui all’eternità…
Ma la risposta non è mai abbastanza grande per riempire il vuoto e io vorrei spingermi un poco più aldilà, dove la musica è un fuoco che ci unisce e fa brillare tutta la realtà: dove la verità non appassisce. Sunshine is a friend of mine.

Niente di umano mi è estraneo,Io lo so che non sono solo tra i colpevoli,le vittime e i superstiti: un cane abbaia alla luna e la città è un film straniero senza sottotitoli, una pentola che cuoce pezzi di dialoghi e le scale da salire sono scivoli …scivoli.

Il ghiaccio è sulle cose, ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente, ci si sente soli dalla parte del bersaglio e diventi un appestato quando fai uno sbaglio; ti guardi intorno e invece non c’è niente, solo un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi…e una musica che pompa sangue nelle vene e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi. La passione  fa crescere un progetto, l’appetito, la sete, è l’energia che si scatena in un contatto.

Ma tutto il tempo si consuma e la foto della scuola non mi assomiglia più ma i miei difetti sono tutti intatti e per quanto mi identifichi in un altro nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio. Giorno dopo giorno passeranno le stagioni ma io mi butto dentro, vada come vada, perchè siamo come il sole a mezzogiorno, senza più nessuna ombra intorno

Nessun filo spinato potrà rallentare il vento, vorrei un bacio e poi un bacio e poi un bacio e poi altri cento perchè non tutto quel che brucia si consuma e sogno dopo sogno sono sveglio finalmente, per fare finalmente i conti con le tue promesse. Un giorno passa in fretta e non c’è tempo di pensare, muoviamoci che poi diventa sera e noi siamo come il sole a mezzogiorno, senza più nessuna ombra intorno. E niente da capire.

Quando ti guardo, dopo un giorno pieno di parole, senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro.
Prendi il mio tempo e la magia che con un solo salto ci fa volare dentro all’aria, come bollicine: tu, che sei l’unico amore che vorrei. Le mie gambe han camminato tanto, la mia faccia ha preso tanto vento e ho vinto e perso dentro tante lotte solo cercando il fuoco dentro una parola.
Quei grandi cieli senza nuvole…nel mio petto c’è un motore acceso fatto per dare più di quel che ha preso e nel silenzio di certi giardini - che ispira musica e parole - baciami baciami baciami, mangiami mangiami mangiami, lasciami lasciami lasciami, prendimi prendimi prendimi: credimi, salvami, sentimi.

C’è una parte della vita mia che assomiglia a te, quella che supera la logica e che aspetta un’onda anomala sotto una palma al centro di Alexander Platz. Ci siamo presi il nostro tempo per decidere, abbiamo scelto che non volevamo scendere da questa giostra che ci fa girar la testa, e che ci tiene in orbita; abbiamo immaginato di essere felici come due bimbi proprietari di una stella (ogni tempo porta dentro un dispiacere ogni giorno porta dentro un pò d’amore).
Ho immaginato meno spreco di dolore e ricordato che ogni cosa può cambiare su questa giostra che ci fa girar la testa; la notte ha mille porte e nella testa c’è una città intera che soffre e che ti attira sempre più in mezzo, fino a che non lo distingui più il confine tra quello che è a pezzi è quello che è intero.

Ma questo lo sapevo già e non è mai stata una buona scusa per barricarmi dentro la mia testa: niente combacia, ci sono crepe e dalle crepe passa un po’ di luce, prendi tutto quello che ti piace ho un oceano dentro alle vene!
Ognuno danza col suo demone, si finge il silenzio perfetto l’esterno ti sembra di pace, intanto il rumore dell’anima corre sbattendo con forza su muri di pelle e di ossa. Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede e la mente non può sapere quello che il cuore sa: c’è un temporale in arrivo, senti l’elettricità ?

Io perdo le occasioni, ma non so perdere il vizio delle emozioni; la vita è più interessante delle definizioni e la mia mente è divisa dentro ad un corpo solo: non si può scegliere un sogno, non si può scegliere, quando ti arriva ti arriva e non c’è niente da fare, un temporale che arriva non lo puoi fermare. Quando c’è troppa virtù il cuore mi si intasa e la cura è spesso nascosta dentro alla malattia; il trapezista si gioca tutto continuamente per pochi soldi e per un brivido di libertà: hanno scoperto due scheletri abbracciati (qualche osso poco o niente) ma il loro bacio va avanti per l’eternità…non servono grandi ali per spiccare il volo.

I cani stanno in silenzio con aria d’attesa, la foto sulla parete mi segue con lo sguardo, nessun allarme per ora, nessuna sorpresa. L’invincibile non è quello che vince sempre ma quello che, anche se perde, non è vinto mai. L’intelligenza è nel corpo, il sapere nel cuore, mi son trovato memorie che non sono mie e ho un solo nome ma almeno cento identità.
E’ naturale preferire le belle bugie: alla durezza di ghiaccio di certe verità preferisco il tuo specchio appannato e la mia brutta giornata sapendo che solo l’amore rimane e tutto il resto è un gioco.

Sono sicuro che se tu arrivassi ora, all’improvviso, mentre me ne sto qui a non fare niente, insomma se tu apparissi ora con quel tuo modo di guardare, coi tuoi capelli, mi sentirei così, incatenato nella tua atmosfera e vorrei che questa pagina tornasse bianca per scriverci ti amo…punto.

E ti scappo e ti inseguo, è un tango inesorabile, perchè le cose più belle stanno in equilibrio così come la storia di noi due che profuma e che punge.

(cover da tutto “Safari” di L.C.)

ISBN 88-87765-80-4

 

Prendi il tuo amore e ficcatelo su per il cuore.

(D.B.)

Le 92 narrazioni del Minotauro

libro del minotauro

Si deve la scoperta di questo libro a Teseo.

Il libro riflette l’esperienza e la creatività del Minotauro, il più celebrato figlio della bestialità. Contiene un’impeccabile mitologia classica e argomentazioni didascaliche sulla genealogia di Leda, Europa, Dedalo, Arianna e lo stesso Teseo.

Dal momento che Calibano, alla pari dei centauri, delle sirene, delle arpìe, della sfinge, dei vampiri e del licantropo, è un frutto della bestialità, egli avrebbe trovato questo libro di grande interesse.

Imitando colpevolmente “Le Metamorfosi” di Ovidio, il libro narra le storie di 92 ibridi. Avrebbe dovuto raccontarne un centinaio, ma il puritano Teseo ne aveva sentite abbastanza e uccise il Minotauro prima che potesse raccontarle tutte.

Quando aperto, il libro essuda vapore giallo e copre le dita con olio.

Oltre il giardino

Cosa racchiudeva l’alto muro che circondava il bellissimo giardino dei Finzi Contini?
Racchiudeva un sogno, o meglio una illusione. Protetta dalle tante Cose, dalla biblioteca di diecimila libri, da un Lessico Familiare esoterico la loro vita somigliava ad una cerimonia.

Cosa celebravano?
Celebravano la propria bellezza, l’incoscienza e la consapevolezza della guerra imminente, delle leggi razziali, del loro futuro tragico.
Preferivano non coinvolgersi sapendo quanto grande fosse l’inerzia delle forze in movimento.

Bassani aveva colto una tendenza che oggi è la norma: proteggersi dal mondo esterno e nello stesso possederlo tutto e senza pericoli in casa propria, attraverso la tecnologia.
Per difendere la propria libertà“, dice la bella Micol, “non c’è niente di meglio che una buona derivazione telefonica“. Oggi altro che derivazione telefonica. Abbiamo tutto quelo che ci serve per rinchiuderci nel nostro spazio controllando il “fuori” da uno schermo (di tv, telefono, pc): tutto questo ci aiuta a chiuderci nel cerchio delle nostre vecchie conoscenze anziché relazionarci con nuove persone.

I Finzi Contini non uscivano mai e il solo rapporto che stabilivano con gli oggetti e le persone era quello del collezionista.

“Il futuro è il meno poetico dei tempi” ripeteva Leopardi.

Auguri a Marco nel giorno del suo genetliaco.

L’obbedienza non è più una virtù

milani

Sant’Andrea a Barbiana, 475 metri sul livello del mare nei monti del Mugello, sopra Firenze.
Nel dicembre del 1954 arriva Don Lorenzo Milani. Non ci sono strade, luce, acqua e ci vivono solo poche famiglie, disperse tra i monti. Fonda una nuova scuola dove i poveri imparano ciò che li può render uguali :

Dopo l’istituzione della scuola media a Vicchio arrivarono a Barbiana anche i ragazzi di paese. Tutti bocciati naturalmente. Apparentemente il problema della timidezza per loro non esisteva. Ma erano contorti in altre cose. Per esempio consideravano il gioco e le vacanze un diritto, la scuola un sacrificio. Non avevano mai sentito dire che a scuola si va per imparare e che andarci è un privilegio. Il maestro per loro era dall’altra parte della barricata e conveniva ingannarlo. Cercavano perfino di copiare. Gli ci volle del tempo per capire che non c’era registro. Anche sul sesso gli stessi sotterfugi. Credevano che bisognasse parlarne di nascosto.

Un’esperienza unica nel suo genere e forse irripetibile. Opera monumentale e profetica della scuola di Barbiana è “Lettera ad una professoressa” in cui i ragazzi della scuola denunciano il metodo didattico che favorisce solo i ricchi.

Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto(dai documenti del processo a Don Milani).
La parola è la chiave fatata che apre ogni porta.

Il sito web di Don Milani