Del libro e d’altre sciocchezze

Il libro è un particolare genere di supporto per la memoria i cui pregi, come deposito durevole di saperi o storie, sono a tuttoggi insuperati. Un “quaderno” (8 fogli 16 pagine) ha sempre rappresentato l’oggetto di una memoria segreta trasportabile. La forma della pagina è la struttura mnemotecnica del testo e consente una sorta di “navigazione” che è lo sfogliare: per orientarsi in un libro è sufficiente, allora, sfogliarlo.
Nel libro non si immagazzinano solo contenuti ma anche il contesto storico e le letture ad esso intrecciate: diventa così il medium con la maggiore memoria, della cui affidabilità si può dubitare, ma il cui impegno organizzativo viene riconosciuto come autorevole.
Un illuminato, l’estatico P.G., ha a lungo dissertato sull’ oggetto libro in una sua pregevole opera: la conclusione, raggiunta attraverso la ricerca e l’analisi di 24 Libri Importanti, conduce e si riconduce di fatto al solo Libro dell’Amore.
“Questo volume è profumato ed ha per segnalibro delle treccine di nastro scarlatto. Di certo si trova nel libro l’immagine di un uomo nudo e d’una donna nuda; tutto il resto è congettura.“



