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Gassendi fu un astronomo contemporaneo di Galileo, con il quale ebbe una lunga corrispondenza epistolare. Nel 1621 fu il primo a fornire una descrizione scientifica di un fenomeno che egli denominò “aurora boreale”. Nel carteggio con Galilei, ad una analisi approfondita, emerge però un fatto ancor più significativo: oltre a studiare il movimento delle comete, le eclissi lunari e le macchie solari egli fu il primo a stabilire quale fosse il profumo dell’universo.
Gli studiosi hanno scoperto che ciò fu possibile grazie ad una “machina”, da lui stesso descritta minuziosamente prima e costruita poi, denominata Sprezzatura. Tale oggetto, composto di centinaia di ruote dentate e minuscole leve, riusciva a produrre un movimento virtuoso con tale naturalezza, facilità e grazia, con una leggerezza tale che spingeva il cervello a richiamare emozioni, associando un determinato odore all’immagine che si stava osservando.
Grazie a tale processo psicologico, attivato anche dalle esperienze e dai ricordi, egli riusciva a trasformare in ricordo olfattivo una immagine, trasferendola nel sistema limbico, che è quella zona del cervello da cui passano le nostre emozioni.
Prima che la macchina andasse perduta nel furioso incendio che distrusse il suo laboratorio, ponendo fine così anche alla sua vita, Gassendi riuscì a riprodurre, per pochi secondi, anche il movimento (e relativo odore) di un certo tipo di desiderio.
In una nota, posta nel risguardo di un suo libro di astronomia, si può leggere che solo Il desiderio incerto è il movimento dell’animo ad avere l’intenso profumo della libertà.
