Archive for Giugno, 2008

Ipotesi di pamphlet contro l’attore

amleto 

Non cedo alla banalità di indicarvi la prima ma, tra le molteplici categorie di persone di cui bisogna diffidare, la seconda è senza dubbio quella degli attori.

Li incontri nei foyer dei teatri o in cantine umide, fuori dai camerini. Si scambiano numeri di telefono, parole sapienti, commenti arguti, sorrisi eccessivi. Salottieri colti, progressisti e democratici per stirpe, mendicano le proprie opportunità lavorative nei festini estivi.

Proletari per natura, si sentono vicini agli operai e agli impiegati e per questo fanno di tutto per non diventare operai e impiegati. Ognuno di loro si sente creativo, si sente al centro dell’universo, si sente un grande attore, si sente un grande attore incompreso: “Signori, fatemi un applauso, guardate come sudo su un palco, scalzo, con un teschio in mano”. Per ogni Carmelo Bene prolifica un esercito di Nessuno.

Vivono di applausi serali e di finanziamenti statali. Da apprezzare è la loro tenacia nel ripetere quelle poche identiche battute, ogni sera, per una stagione intera. Da apprezzare è il loro sforzo durante il giorno nel pedalare in bicicletta per le viuzze delle città mentre gli altri se ne stanno tranquillamente seduti a lavorare in ufficio.

Tespi, il 23 novembre del 530 a.C., fece un danno incalcolabile.

Ogni giorno, teorie di giovani brillanti tentano l’acceso a questa setta, che per i greci era la setta degli “ipocriti“. Simulatori di professione, inseguono la chimera dell’espressione, dell’arte e dell’applauso per fuggire il lavoro, la mediocrità e la vita. Io faccio esattamente il contrario.

Momenti magici

Esistono dei momenti nei quali tutte le linee del proprio essere fisico e spirituale concidono: sono momenti che esulano dall’esperienza ordinaria, sono attimi extra ordinari.

Bere un liquore d’anice allungato con acqua fredda, in un piccolo  bar, a Delfi. 

Intravvedere, ad un mercato, le belle gambe della “tua” Dora Markus ed esistere, così, per un attimo.
La prima volta che hai letto Carver.
Il mare d’estate, attraverso una persiana.

L’elenco possibile minimo potrebbe essere  di 13.754  momenti magici da trasmettere agli altri (tanti quanti i visitatori diversi totali di Calibano), fino a formare una sorta di mappatura della felicità, non un continuum bensì per tappe, salti, punti: perchè così procede la felicità.

I vostri?

Due anni di Calibano

spazzatura 

Questo secchio della spazzatura è capiente. Dicono che i rifiuti qui gettati da Ariel e Prospero vengano a loro insaputa differenziati e riciclati.

Il secondo anno di Calibano in cifre (guarda il primo anno):

  • 13.754 di visitatori diversi totali
  • una media di circa 140 visitatori unici giornalieri
  • 00:05:54 tempo medio per visita del sito
  • 67,12% di visitatori che ritornano almeno una volta sul sito
  • 24,08% di visitatori che ritornano più di 200 volte sul sito
  • articoli più letti (281 visitatori unici): Strani giorni e Le bugie hanno le gambe corte

Missive

 

Fino a non molto tempo fa ero abituato a ricevere lettere dal futuro: mi scrivevano di mondi possibili, amori fioriti, speranze e promesse. La cassetta della posta era sempre piena di pubblicità, ma, quasi sempre, tra le cartacce c’era la lettera di un amico, di un conoscente o di altri che mi parlava del mio futuro.

Ultimamente sono diminuite, certo; e questo non fa meraviglia.

Ho notato, pochi giorni fa, tra la posta  una lettera con una busta di colore paglierino: recava sul verso un timbro con la scritta: Lettera dal Passato.

La missiva non conteneva nulla di eccezionale, neanche notizie sorprendenti; tagliava però in due un periodo temporale e stabiliva nettamente un prima ed un dopo, ma la mia attenzione si è posata su due parole ripetute: “mai più”.

Queste parole postulano un passato che non si ripresenterà, appunto, mai più.

Ho riletto più volte la missiva prima di cestinarla e poi mi sono soffermato con lo sguardo sul cielo che, con il sole ormai oltre l’orizzonte, era diventato color pervinca.

La profondità delle sfumature di colore mi ha fatto affiorare alcuni versi sepolti nella mente ed ho capito che questo è lo scopo ed il senso di cominciare a ricevere lettere dal passato e non più, mai più?, dal futuro.

Sentirai il tuono e mi rammenterai.
Penserai: desiderava la bufera…
Sarà una striscia di cielo acceso di rosso,
e il cuore come allora in fiamme.

L’usignolo

 

Una gabbia
Mi separava dal cielo.

Ne uscii finalmente
Gettando le chiavi
Al tempo morente.

Sopra un bel tiglio
Fissai allora le nuvole:
erano nude armonie
enfatizzate di sogni.

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