Archive for Maggio, 2008

Prima di tutto

 

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare. 

(Bertolt Brecht)

Le cose

 

Oggettivamente (diciamo), la realtà è questa…la “cosa”, l’oggetto, dà credibilità ai fatti (oggettivamente).  Le cose soprattutto ricordano al nostro spirito che la carne perisce e che ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella vostra filosofia.

L’essere in fin dei conti è prima materia e poi spirito. E attraverso i sensi ci nutriamo e viviamo, anche se spesso  lo dimentichiamo e camminiamo con i piedi in aria, poggiando la nostra vita sulla testa.

Le cose possone essere oggetti, fatti esistenti nella realtà come nell’immaginazione, entità astratte:  ma anche tutto ciò che può essere pensato, supposto affermato o negato. Nell’uso più comune la parola si riferisce alla realtà materiale nella sua interezza.

Il termine, comprensibilmente , ha molti sinonimi ma nessun contrario.

Considera prima di tutto la posizione delle cose

mangiate e smangiate dal tempo dalla noia dal freddo. 

 (A.S.)

2° stasimo

 

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne.

Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

(I.C., 1972)

Memorie di Adriano

Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici,

ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi,

mio malgrado vedo venire.

(M. Y.)

Gamma orionis

L’astronave sobbalzava nella densa atmosfera del pianeta, illuminato dalla luce verdognola della stella del suo sistema solare.
Quando finalmente toccò la superficie, e i motori si spensero, lo schermo mostrò il paesaggio roccioso che sarebbe diventato per loro famigliare, e nessuna delle 73 persone emise un soffio.

Quasi sette anni di viaggio ed erano lì; erano pronti.

Le tre lune stavano sorgendo mentre, schierati ai piedi della astronave, aspiravano finalmente quell’aria nuova, odorosa di ferro.
Si guardarono tra loro e cominciarono lentamente a racogliere sassi e schegge di cristalli.

Poi, nella luce alta, cominciarono a combattere.