Archive for Aprile, 2008

Guizzo

Come quando sei in cima ad un monte e pensi di essere ormai abbastanza in alto e invece trovi il fremito dei muscoli che ti fa salire ancora un pò.

Come le acciughe in stretto branco che virano all’unisono di fronte al pericolo, e tutte le pance bianche danno un bagliore, meno una che tira dritta, scuro dorso contro il biancore delle altre.

Così avverto il desiderio che si fa necessità e urgenza, a tratti, di un inatteso scarto. Un rapido movimento che mi porti altrove e mi sottragga. Come dire? suonare queste tarde battute in levare, scavare via le parti eccedenti dalla propria esperienza.

Provare ancora un altro guizzo e scivolare via.

I greci

afrodite 

luce negli occhi
sorriso contagioso
mi sveglio insieme al sole

il vento mi disperde in mille rivoli
sono pieno di echi, sono tramite di vita
mi respiro come aria pura

lo strepitoso esordio di una marcia
le imprese straordinarie di un eroe
i mille astuti agguati di un bandito
sono meno complessi del gesto di un amore

la scoperta di un nuovo continente
l’irresistibile ascesa di un capo
le imperfette citazioni di questi versi
il pianto sfrenato di una vedova
nulla sono in confronto al gesto di un amore

un detto greco dice: “Non ci sono amori”

ma che m’importa dei greci

Esercizio nichilista

under water 

Credo in un’universo amorale.

Il buono è raramente ricompensato, il cattivo è raramente punito e l’innocente è sempre maltrattato.

Non credo nell’amore. Il sesso è necessario alla riproduzione della specie, l’amore no.

La scuola non insegna ma neutralizza. Il sapere divulgato dalla scuola pubblica è come il veleno in un trattato di tossicologia: innocuo. E’ il veleno minuziosamente descritto ma a cui manca l’elemento primo: la possibilità che se lo ingerissi io muoia o resti deturpato.

L’interesse per la società è un interesse sussidiario e avventizio. La società è un dato, come il pavimento su cui cammino.

Che non ci sia niente di peggiore del mondo, non si deve dimostrare.

Miseri esseri, siamo costretti a pensare, in ingannevole affanno, sbalzati continuamente da un pensiero a un altro. E avvertiamo con pena l’impossibilità di fermare il pensiero, quasi di porvi sosta.

Un desiderio di pace mi assale: la segreta aspirazione a non pensare.

Kaos

Un labirinto è sempre ideato con la massima chiarezza, coerenza e precisione: al caos si arriva non attraverso il caos ma attraverso la logica, il metodo e il rigore razionale.  Ogni labirinto ha un ordine, ma è un ordine segreto.
Cnosso, Meride, Lemno, Porsenna,  Hampton Court …fino al labirinto Antropico l’essere smarriti nel mondo è rappresentato dall’essere smarriti in un labirinto; oppure smarrire la propria mente per un labirinto dove si arriva, alla fin fine, ad un centro.

Ma esiste un’altra concezione del labirinto nella quale esso diventa il luogo della perdita del centro, un luogo dove starebbe bene una targa con la frase di G.K.C. “noi siamo quello che siamo e temiamo un labirinto senza centro“.

All’inizio di un labirinto c’è una soglia, ed alla fine dello stesso dovrebbe essercene un’altra che rappresenta la via di uscita.

So come gli uomini in esilio si nutrano di sogni.” Eschilo

Le bugie hanno le gambe corte

La bugia è un’asserzione coscientemente contraria alla verità:  l’avverbio “coscientemente”  introduce l’elemento cardine,  la volontà di ingannare.

L’archetipo del bugiardo, nella cultura occidentale, è Ulisse: già dopo pochi canti, nell’Odissea,  è definito polymechanos, mentitore, perché capace di inventare espedienti, perchè egli è un eroe della sopravvivenza: in una parola, quindi, bugiardo.

Secondo la cosmogonia greca Ulisse discende da Ermes: questo dio è l’inventore del discorso, dell’argomentazione. Sempre secondo la tradizione le sue parole erano insieme vere e false e il divino e l’umano si confondevano in esse, maestro del  linguaggio velato  che sottintende un doppio significato.

Tale opposizione causò una alterna fortuna ad  Ulisse, le sue “virtù” divennero difetti, il coraggio diventò volontà sprezzante, l’intelligenza divenne astuzia.
 
Non è una bugia che adesso vorrei, per essere un pò felice, la mia vecchia moto e molto molto tempo libero. 

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