Archive for Gennaio, 2008

Smania

No, non è vero che ci si sveglia una mattina e improvvisamente ci si ritrova addosso la smania: al contrario cresce lentamente, come la marea.

E come la marea la smania è impercettibile, avviluppante, in qualche modo crudelmente definitiva. Le parole per dirlo sono consuete: mi sono stancato - dissi una volta- ma lei di rimando: - no, ti sei stufato -, ed aveva ragione.

Non è granchè, è solo questa voglia di ricominciare tutto daccapo, ma proprio tutto tutto. Il solito poeta (solito nel senso che solitamente cito lui) scrisse che …la bussola va impazzita all’avventura e il calcolo dei dadi più non torna… e mi sembra la chiosa migliore a quel senso, a questo senso che stringe la gola.

Magari ho creduto nella crescita e nella cura, diciamo dell’anima, per arrivare a sapere che la somma dei dolori possibili per ogni anima è proporzionale al suo grado di perfezione.

Passerà.
Passerà?

Sogni

“Allora i sogni affiorano nella notte per andare a incendiarsi nel miraggio della luce che si muove. Non è affatto la vita quel che accade sugli schermi, resta dentro un grande spazio torbido, per i poveri, per i sogni e per i morti.

Bisogna fare in fretta a ingozzarsi di sogni per attraversare la vita che vi aspetta fuori, usciti dal cinema, resistere qualche giorno in più attraverso quell’atrocità di cose e uomini.

Uno sceglie tra i sogni quelli che gli riscaldano meglio l’anima.”

Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte

Freedom

La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non la libertà di tutti.

Domandano le loro libertà a noi laici in nome dei principi nostri e negano le libertà altrui in nome dei principi loro.

Gaetano Salvemini 1873-1957

Anno novus

Complice, forse, avverse effemeridi l’anno inizia, per me, sotto contrastanti sentimenti: descriverli mi risulta difficile. Pensando alle parole per esprimerli mi è venuto alla mente subito questo testo del millenovecentosettantadue, forse di Robert Fripp ma sicuramente dei King Crimson.

Dice tutto il mio indicibile, come mai sarei stato in grado di esprimerlo.

ISLAND

Earth, stream and tree encircled by sea
Waves sweep the sand from my island.
My sunsets fade.
Field and glade wait only for rain
Grain after grain love erodes my
High weathered walls which fend off the tide
Cradle the wind - to my island.

Gaunt granite climbs where gulls wheel and glide
Mournfully glide o’er my island.
My dawn bride’s veil, damp and pale,
Dissolves in the sun.
Love’s web is spun - cats prowl, mice run
Wreathe snatch-hand briars where owls know my eyes
Violet skies
Touch my island, - Touch me.

Beneath the wind turned wave
Infinite peace
Islands join hands
‘Neathe heaven’s sea.

Dark harbour quays like fingers of stone
Hungrily reach from my island.
Clutch sailor’s words - pearls and gourds
Are strewn on my shore.
Equal in love, bound in circles.
Earth, stream and tree return to the sea
Waves sweep sand from my island,
from me.