Temporeggiare

Procràstinare, differire, dilazionare nel tempo, dilatare l’esperienza, mai, dopo, domani, presto…c’è tutta un’arte del rimandare un impegno, dell’allontanare da sé un evento che con il suo solo “esistere” ci opprime o quantomeno ci disturba. Vale anche per i fatti piacevoli, non solo per le seccature o le incombenze. Ecco, incombenza è un termine molto efficace: è un sostantivo che indica bene l’incarico, la commissione che si dà o si riceve di fare una cosa.
Partendo da queste considerazioni, tra amici, ci siamo riuniti in un gruppo che abbiamo nominato “I Procrastinatori” che ha come scopo diffondere una cultura, anzi una estetica del “procràstinare” appunto tutti gli impegni ad un generico domani, ad un dopo che non è certo che verrà.
Vantaggi? Alcuni e contraddittori: la pressione psicologica degli impegni i viene di certo allentata ma, di contro, se ne espande la durata nel tempo. Come dire essere cotti a fuoco lento piuttosto che gettati nell’acqua bollente; un altro possibile vantaggio è il decadere naturale dell’impegno. Da uno studio fatto ci risulta che il 27,9% degli impegni che ci affibbiano, ci appioppano (cose sempre sgradite o spiacevoli) decadono per loro naturale inconsistenza o inutilità effettiva: chiunque lavori in un ufficio ne ha sicuramente esperienza diretta.
Essendo il nostro nobile scopo quello di diffondere tale cultura del rimandare, ci stiamo adoperando, (confortati in questo dalla certezza di contribuire, così facendo, a ridurre anche l’entropia generale dell’universo), per rendere ufficiale il nostro nutrito gruppo.
Per essere veramente efficienti dobbiamo costituirci in associazione, riunirci a date prefissate, stilare un manifesto ed un regolamento, tesserare i soci, raccogliere fondi, farci conoscere dai media.
Vista però la mole di cose da fare, per ora, stiamo procrastinando questo pur importante passo…

