
Calibano oggi compie un anno.
Non è una veneranda età e la saggezza è una dote che non gli appartiene.
Tra le tante voci che ha voluto esprimere in questo primo anno ce ne ricordiamo bene solo una: quella che accusa tutti noi di cercare la narcosi e, come diceva anche George Perec, di “dormire la nostra vita di un sonno senza sogni“.
Buon compleanno Calibano: per te questo brano dal I° atto di “Romeo e Giulietta”.
Ah! Allora, lo vedo, la regina Mab è venuta a trovarti. Essa è la levatrice delle fate, e viene, in forma non più grossa di un agata all’indice di un anziano,tirata da un equipaggio di piccoli atomi, sul naso degli uomini, mentre giacciono addormentati. I raggi delle ruote del suo carro son fatti di esili zampe di ragno; il mantice di ali di cavallette, le tirelle del più sottile ragnatelo; i pettorali di umidi raggi di luna, il manico della frusta di un osso di grillo, la sferza di un filamento impercettibile; il cocchiere è un moscerino in livrea grigia… Il suo cocchio è un guscio di nocciola, lavorato dal falegname scoiattolo o dal vecchio verme, da tempo immemorabile carrozzieri delle fate. In questo arnese essa galoppa da una notte all’altra attraverso i cervelli degli amanti, e allora essi sognan d’amore; sulle ginocchia dei cortigiani, che immediatamente sognan riverenze; sulle dita dei legulei, che subito sognano onorari, sulle labbra delle dame che immantinente sognano baci…
Lei è la strega, che quando le fanciulle giacciono supine, le preme, e insegna loro per la prima volta a portare, e ne fa delle donne di buon portamento.
Essa è colei…