Archive for Dicembre, 2006

Tra Pero e Cormano

Il misterioso, l’orrido, l’arcano non vive solo nelle leggende e nei racconti più inquietanti della letteratura; irrompe spesso nel quotidiano con una presenza forse ancor più forte perchè non lo si “scopre” bensì perchè emerge all’improvviso di fronte alla propria consapevolezza.

Ci sono fatti talmente consueti, che appartengono cioè alla nostra quotidianeità, che finiamo per considerarli “naturali” e non riusciamo più a vederne tutto l’orrore, l’innaturale che essi contengono.

Chiudi gli occhi e vedrai.

Da moltissimni anni, tanti da poter dire “da sempre”, alla stazione radio che usualmente ascolto riportano la notizia di gravissimi ingorghi tra Pero e Cormano.
Questa informazione è stata “da sempre” per me un dato di fatto, reale e imprescindibile dalla mia esperienza. Eppure essendo governato, quel posto geografico, presumibilmente da Umani ragionevolmente si potrebbe pensare che il problema dell’ingorgo sia risolvibile. Evidentemente no, visto che “da sempre”, tra Pero e Cormano…

Quindi esistono realmente gli Altri, entità che impediscono agli Umani di risolvere i problemi. Essi sono evidentemente il Male.
Ecco che il Misterioso si può palesare anche tra un gargarismo ed una saponata mattutina, senza scomodare Borges, Poe o Stephen King vari.

Buon Anno da Prospero e Ariel

Moderni cantori

La figura del cantore (l’aedo) nell’antichità fungeva da “registratore” , da deposito di racconti, leggende, miti e
miscellanea che costituivano l’idem sentire di un popolo.

Bene, diremmo oggi.

Vista la miriade di sottoinsiemi che il sostantivo “popolo” ha generato, diciamo che ognuno di noi ha un proprio bagaglio di musiche, versi, racconti, ricordi e immagini che costituiscono la sua personale”storia”.

Bene, diciamo ancora oggi.

Il bello è che noi possiamo portarci appresso, in una comoda pennetta elettronica, questo ben di dio, così da averlo sempre a portata. Tutto questo lo possiamo usare come miccia per accendere pensieri, per dare il via ad altri pensieri.

Nel mio ci metterei qualche incipit di libri…alcune canzoni di Guccini…poche poesie di Wislawa Szymborska e molte di Eugenio Montale…e via dicendo.
Voi?

Riporto in chiusura una frase che appartiene ad una raccolta non mia: “…un mio compagno di classe al quale era stato chiesto di recitare in classe il conte di Carmagnola, il giorno dell’interrogazione non lo sapeva e cercò di sopperire con il ragionamento a quel che la memoria non dava: S’ode a destra uno squillo di trombe / a sinistra se ne sente un altro>.

Lo vita può avere un senso anche solo per aver vissuto momenti così e aver incontrato tali geni.

Buon Natale.

Messaggio nella bottiglia

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale

Consigli per gli acquisti

Nonostante noi e voi le feste si avvicinano. Lo so, fa caldo, qui, nel sud Italia; comunque le feste arrivano lo stesso e con esse le strenne (Jingle bells. Jingle on the way).

Sappiamo tutti che Carver ha scritto una grande quantità di racconti bellissimi e fulminanti.
Quello che più mi colpisce è la sua capacità di cogliere le azioni, anche quelle minime però a volte fatali, nella loro intenzione iniziale. Cioè la sua capacità di cogliere e tradurre in scrittura, la tensione iniziale di una azione, fisica o mentale che sia.

Ecco: forse è meno noto ma Carver ha scritto anche straordinarie poesie, ora raccolte da minimumfax (520 pagine per poco meno di diciotto euro) con il titolo (bellissimo) “Orientarsi con le stelle. Tutte le poesie“.

Mbè, se volete farvi un regalo, potrebbe essere la strenna giusta.

Jingle bells.

Futuro prossimo

Lascia dormire il futuro come merita.
Se si sveglia prima del tempo,
si ottiene un presente assonnato.

Franz Kafka