Mappe

Nella Roma antica la mappa era un panno di lino usato come tovagliolo sulle tavole patrizie. Gli antichi agronomi chiamarono mappe (perché eseguite spesso su tela) ogni rappresentazione grafica di una zona di terreno riprodotta in scala: di qui l’uso moderno della parola.
Per un luogo, complici i topografi, è possibile tracciare una mappa che ci possa aiutare nel caso ci perdessimo.
Ma per un amore?
Può esistere una mappa per gli amanti che si perdono o che si sono persi? e chi sarebbe in grado di tracciarla?
Ognuno di noi ha (da qualche parte, ma non chiedetemi dove) una propria mappa che all’occorrenza utilizza. Per alcuni è la rete di amicizie, per altri le canzoni, altri ancora serbano poesie come mappe per ritrovare, anche se non l’amato bene, almeno se stessi.
Ci vorrebbe un catalogo di tutte le mappe per trovare all’occorrenza quella che ci serve.
Ci vorrebbe un amico diceva quello.
Ci vorrebbe, io aggiungerei, un castello da espugnare, un drago da vincere che però non sia dentro di noi.
