Archive for Settembre, 2006

Auguri Ariel

Le forme perfette sono le sole che rimangono immutate nel tempo.

La forma-vita, per fortuna, contiene in sé tutti gli elementi del cambiamento e della conseguente imperfezione.

La forma-vita di Andrea, essere massimamente imperfetto, ieri è cambiata: a lui (ed alla sua forma-vita) i nostri più caldi auguri.

Grande è il disordine sotto il cielo, e ciò è bene.

Autunno in Ostia

Questo Settembre è stato un bellissimo periodo per chi, come me, vive sul mare. La stagione splendida, con giornate calde e serate calmissime odorose di vento.

Soprattutto sono stato quasi tutte le sere, con un amico, a correre sul lungomare e poi ad indugiare in uno di quei piccoli capanni sulla spiaggia che servono bevande. Il cielo ed il mare, alla sera, sono stati sempre dello stesso colore, tanto che la linea dell’orizzionte non era visibile.

Ecco, ho veramente vissuto questi momenti con totale fisica felicità (complici i beveraggi e le mute confidenze) grazie al mare ed alla calma profonda dell’onda che corre: e poi i progetti, le brevi frasi, le complicità amicali sempre in bilico tra ironia e disperazione.

La prima pioggia di oggi è stata benvenuta. Tutto deve avere un inizio ed una fine, una genesi ed una apocalisse, un tic ed un tac.

Leopardi aveva ragione: il contatto con la natura lenisce le inquietudini che si agitano in noi.

Oh! che sarà, che sarà…

Una vita difficile

Giacomo Leopardi

Molto in ritardo rispetto alle altre scuola mio figlio, sabato scorso, ha affrontato il primo giorno di scuola in un secondo Liceo. Scientifico.

Veramente, due anni fa quando dovette scegliere, lui disse che voleva andare in “un Liceo normale‘. Feci fatica a convincerlo che la scelta era tra Scientifico e Classico e che un Liceo Normale ancora non era stato istituito.

Forse aveva una eco in mente della Normale di Pisa, ma tendo a escluderlo decisamente: forse non voleva sbilanciarsi in scelte troppo perentorie e ultimative (Scientifico!!…Classico!!).

Insomma dopo questa prima mattinata, dove sapevo avrebbe incontrato un professore di italiano particolarmente esigente, si è chiuso in un inconsueto mutismo.

Verso sera ecco la sua inaspettata domanda: “chi era quel poeta brutto e gobbo morto di troppo studio?‘.

Insomma, nella sua mente alimentata da chissà quali vaghe informazioni, Leopardi sarebbe morto di troppo studio! La mia spiegazione che egli morì di colera, a Napoli, nel 1832 non lo ha lasciato molto convinto.

Di contro io non sono rimasto per nulla convinto dal suo tentativo, disperato evidentemente, di stabilire una correlazione tra troppo studio e morte prematura.

Non di solo pane vive l’uomo.

Auguri Andrea G.

pianoforte

Ti ho sentito suonare e mi hai emozionato. Le persone curiose e dal fine intelletto non hanno età.

Buon compleanno Andrea.

Je t’aime… Moi non plus

Jane Birkin

Il 5 aprile 1986, sul palco degli Champs-Elysées, Michel Drucker presenta Whitney Houston a Serge Gainsbourg.

La cantante americana fa un saluto di cortesia. Gainsbourg, in perfetto inglese, risponde “Mi piacerebbe scoparti“. Imbarazzo e panico sul palco, gelo tra gli spettatori.”Cosa ha detto? Cosa ha detto? Deve essere completamente pazzo per dire certe cose!” esclama basita Whitney. Drucker prova a salvare il salvabile “Voleva solo dire che gli piacerebbe andare a cercar fiori con lei”, ma Gainsbourg insiste “Ma no, ho detto che mi piacerebbe fare sesso con lei!”.

Provate ad immaginare la situazione. Il conduttore inizia a pretendere le scuse di Serge, mentre Whitney è assolutamente shockata. Ma la chiusura di Serge non si fa attendere: “Attenzione! Non ho detto che me la voglio fare durante lo show…dopo!“.

Questo era Serge Gainsbourg (Parigi 2 aprile 1928 - 2 marzo 1991), pittore, anarchico, poeta, eccessivo e musicista.

Non ho mai saputo resistere al suo pezzo più famoso “Je t’aime… Moi non plus” (1976). Ritmica di basso e chitarra lenta e incalzante, contrappunto di batteria, melodia inesorabile affidata all’organo Hammond.
E poi voci sussurate, un’uomo e una donna, Serge Gainsbourg e Jane Birkin, eros e pathos.

Brigitte Bardot aveva chiesto a Serge, con cui ebbe una storia di tre mesi, di scrivere per lei la piu’ bella canzone che potesse immaginare: lui le diede “Je t’aime… Moi non plus“.

Questa è la storia di “Je t’aime… Moi non plus“, bandita in Francia e censurata in Italia, brano che non deve al testo la sua fama ma agli inequivocabili gemiti di piacere che la Birkin emette per buona parte della canzone. Leggenda vuole che siano stati registrati in presa diretta durante un amplesso.

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