Il romanzo poliziesco

C’è un tipo di lettore attuale, che è il lettore di romanzi polizieschi. Questo lettore è stato generato da Edgar Allan Poe.
Poe è stato un proiettore d’ombre molteplici. Da lui deriva l’idea della letteratura come fatto intellettuale e il racconto poliziesco.
La costante del racconto poliziesco è che il mistero viene chiarito per opera dell’intelligenza. Nel caso di Poe il compito viene portato a termine da Charles Auguste Dupin, il primo detective della storia, che si chiamerà poi Sherlock Holmes, che si chiamerà più tardi Padre Brown, che avrà poi altri nomi.
Poe non voleva che il genere poliziesco fosse un genere realista. Voleva che fosse un genere intelettuale, un genere fantastico in alcuni casi, ma un genere fantastico dell’intelligenza, non soltanto dell’immaginazione.
Tutto questo è già presente nel primo racconto di Poe, “Il delitto della Rue Morgue“, archetipo del racconto poliziesco. Nel rileggerlo oggi si può pensare che trama e risoluzione dell’enigma siano banali. Lo è per noi, che la conosciamo già, ma non per i primi lettori di romanzi polizieschi: non erano smaliziati come noi, non erano un’invenzione di Poe come lo siamo noi. Quanti lessero quel racconto ne rimasero stupefatti e poi sono venuti gli altri.
Noi, quando leggiamo un romanzo poliziesco, siamo un’invenzione di Edgar Allan Poe.




