Archive for Luglio, 2006

Che ne fate, voi, degli antichi amori? (ottava parte)

ottava parte

Il sabato era spesso così: avrebbe voluto sprofondarsi in un sonno libero ed invece si svegliava, stanco, appena albeggiava. Subito si alzava, sbrigava piccole faccende domestiche silenziosamente e poi usciva. A volte faceva della ginnastica sul lungomare, più spesso passeggiava; il quartiere all’alba era bello e rilassante e lui si sentiva in vita, cioè si sentiva di potere decidere della propria esistenza perché era ancora mattina presto e le possibilità innumerevoli, come quando era ragazzo e per tutto sembrava ancora presto.

La luce piena del giorno appena sorto cancellò tutti i pensieri e lo rigettò nella quotidianità delle piccole incombenze per le quali il sabato sembrava naturalmente, misticamente deputato. Anna, quando lui rientrò, sembrava contrariata, ma appena un po’; evitando con cautela e tatto le paludi del contrasto dove si era disperso il loro amore, Dario riuscì a ritagliarsi del tempo per pensare, pagandolo con la decisione, incontrastata, di occuparsi del “cambio stagione”. L’operazione gli prese il restante pomeriggio e la prevista serata in casa con amici lo consolava.

Era desideroso di incontrare Pompei per trovare conferma, nell’espressione del suo viso, che fosse proprio lei la donna sul lungomare. La mattina del lunedì fece in modo non solo di incontrarla, ma anche di parlarle con la scusa di una pratica. La noia della giornata prese però ben presto il sopravvento sulla sua curiosità: inoltre non sapeva se lui era stato riconosciuto nell’incerta luce mattutina, vestito oltretutto con una tuta di un improbabile colore verde marcio.

Per un pugno di aquile

The Eagles Greatest Hits

Dopo Paul McCartney, Simon & Garfunkel e Elton John, oggi è la volta di Billy Joel: concertone gratuito davanti al Colosseo.

Qualcuno si sarà chiesto (me compreso): perchè proprio Billy Joel?
La risposta è facile: forse perchè, dopo Elvis Presley e Garth Brooks, Billy Joel è il terzo artista solista ad aver venduto più dischi nel mondo, con 79 milioni e mezzo di copie; forse perchè il suo Greatest Hits è il sesto disco più venduto di tutti i tempi.

Se non credete a queste classifiche, consultate il sito della RIAA (Recording Industry Association of America). Troverete anche altre sorprese.

Il disco più venduto di tutti i tempi?
No, non è Thriller di Mihael Jackson. E’il Greatest Hits degli Eagles

Che ne fate, voi, degli antichi amori? (settima parte)

lungomare

La mattina dopo uscì presto; Anna dormiva e avrebbe albeggiato tra poco; prese il giornale più per sincerarsi che non fosse solo al mondo e si diresse verso il mare. Anna, Livia e Pompei…tre donne che simboleggiavano i suoi desideri e le sue disillusioni, ognuna a modo loro.

O meglio: alle quali lui attribuiva il compito di incarnare tre aspetti del suo io: la realtà sopraggiunta in anticipo rispetto alla propria consapevolezza – di cosa l’intuiva appena –, l’amore totale e irresponsabile, e l’inconosciuto. Il marciapiede macchiato di umidità era costellato di cacate di cani che, nell’incerto chiarore dell’alba, rendevano il cammino incerto e prudente; mentre avanzava verso il lungomare deciso a sfogliare il quotidiano una volta seduto su di una panchina, volse lo sguardo nell’ampio parcheggio a quell’ora deserto.

Una vettura color celestino era parcheggiata di sghimbescio, con i fari accesi e i finestrini abbassati.Le due persone sedute fissavano il mare davanti a loro, senza parlare e con espressione serissima: la donna sembrava Pompei. Fece un giro leggermente largo per potersi permettere una sbirciatina discreta senza farsi notare eccessivamente. Era Pompei.

I due accesero una sigaretta e cominciarono a parlare quasi concitatamente. Dario era imbarazzatissimo: era in mezzo alla piazza deserta, voleva andarsene e voleva restare. Curiosità che lo strattonava e imbarazzo che lo faceva fuggire; Pompei non fumava, che lui sapesse. Quella donna era una che le somigliava, nulla più. Peraltro era il suo stupore a meravigliarlo: due persone che parlano la mattina presto in un’auto, ed una di quelle lui la conosce: e allora?

Dario riprese il cammino senza voltarsi ben deciso a concentrarsi su se stesso, su Anna, sulla propria irrequietezza.

Visione

visione

La notte è visione;
qualche notte ho la visione;
l’altra notte ho avuto la visione:
alba all’Idroscalo di A., L., M. e N.
all’Idroscalo di P.P. Pasolini e di 8 e ½
di sangue, sesso, solitudini, abbandoni:
struggente di malinconie felliniane.

Idroscalo abbandonato,
di sabbie e bilance,
cartone e cemento,
fragilità e durezze.

Scavano adesso:
a cercare - giù in fondo -
le note smarrite da un treno sul mare…

(alle Bilance dell’Idroscalo)

Che ne fate, voi, degli antichi amori? (sesta parte)

micro

Anna quella sera era particolarmente ombrosa, la pelle del viso tesa sul cranio e le poche parole avvolte in una noncuranza che annunciava un fine settimana di merda, come altri. Dunque era venerdì: avrebbe dovuto segnarselo, così, in modo che un improbabile suo biografo potesse ricostruire a posteriori da quale data il sommo artista aveva dato una svolta epocale all’arte della bla, bla, bla, bla….che palle; a volte il suo vero desiderio era smetterla con le parole, così guizzanti, così banali e prevedibili nei loro mille intrecci.

Era questione di “precisione‘. Cioè di basarsi su solidità che la parola non poteva offrire, ma la matematica si. L’esercizio dell’affabulazione lo aveva stancato, anzi si era stancato di sentire se stesso parlare con convinzione su cose che quasi ignorava ma che sbandierava con una sicurezza triste, anche se non arrogante, che tendeva a spegnersi con l’età.

Precisione, ecco la parola che squadrava la realtà e che poteva occuparsi solo di quelle poche cose delle quali si poteva parlare con certezza di conoscenza. Anna, l’Anna di adesso, era un problema. Non insormontabile in assoluto ma un peso per il suo senso di responsabilità, morale ovviamente.

Andavano, le cose, andavano un po’ a casaccio facendo un rumore come di ruote su vetro polverizzato. Sfregamenti che non ferivano tanto da morirne ma che rendevano tutto dolente. Era per caso che Livia era venuta in libreria? No, no, no, ovviamente no, come anche il bacio. Scorda, scorda, scorda. La realtà era Anna, lì, ora, che lo fissava dalla cucina mentre lui sulla porta di casa guardava, da quanto?, le chiavi nella sua mano.

Dario! –disse con voce acuta – svegliati! Stasera vengono due mie colleghe a cena, devo preparare e ho un po’ di nausea.

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