Fleur

Tra ribellione e rivoluzione spesso il confine è labile.

La durata, l’onda lunga, il possibile cambiamento innescato da un gesto, un grido o un fatto sono valutabili solo alla distanza. Forse i gesti eclatanti, le gesta fuori controllo ricadono ( o vengono di forza annoverate) tra le manifestazioni folkloristiche, le “stranezze”, i moti di infantile ribellione.

Tutti ottimi motivi per farle, allora.

Tra le cose possibili da fare io suggerisco la piccola “rivoluzione” di piantare un seme, un bulbo, una talea, una pianta, un fiore insomma in un posto inconsueto e brutto; vanno bene parcheggi, aiuole dimenticate, spazi tra guard rail, bordure di strade, parti squallidie di condomini, angoli cittadini brutti che, di certo, non mancano.

Chissà che la bellezza non diventi contagiosa.

Orsù  Flower Children …

Elsewhere

Non è qui, non è ora.

La grazia è presto abbandonata e cominciamo a disperderci nei passati vissuti e nei futuri ipotizzati. La sola vera vittima di questa espansione è l’esistenza, la vita-vita che, volenti o nolenti, si nutre solo di presente.

Incapaci di altro non possiamo comportarci diversamente, vittime di allucinazioni temporali che ci fanno distogliere lo sguardo dalla realtà e tutta la voluttà, i desideri e le aspirazioni (così come i progetti e le significazioni più astratte) sono concentrati nella sostanza del reale che, come un’ostia consacrata è piacere, fede e riscatto.

Il riscatto dal determinismo non è qui, non è ora: è altrove.

In un momento

 

In un momento Sono sfiorite le rose I petali caduti  Perché io non potevo dimenticare le rose Le cercavamo insieme Abbiamo trovato delle rose Erano le sue rose erano le mie rose Questo viaggio chiamavamo amore Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose Che brillavano un momento al sole del mattino Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi Le rose che non erano le nostre rose Le mie rose le sue rose.

(Dino Campana)

Cover due

Quante domande mi affollano la testa in questi giorni di grande dolore. Oggi è il primo giorno del tempo che ci resta, un giorno buono per incominciare.
Quante persone ci son passate già da questo incrocio pieno di domande, milioni di milioni da qui all’eternità…
Ma la risposta non è mai abbastanza grande per riempire il vuoto e io vorrei spingermi un poco più aldilà, dove la musica è un fuoco che ci unisce e fa brillare tutta la realtà: dove la verità non appassisce. Sunshine is a friend of mine.

Niente di umano mi è estraneo,Io lo so che non sono solo tra i colpevoli,le vittime e i superstiti: un cane abbaia alla luna e la città è un film straniero senza sottotitoli, una pentola che cuoce pezzi di dialoghi e le scale da salire sono scivoli …scivoli.

Il ghiaccio è sulle cose, ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente, ci si sente soli dalla parte del bersaglio e diventi un appestato quando fai uno sbaglio; ti guardi intorno e invece non c’è niente, solo un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi…e una musica che pompa sangue nelle vene e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi. La passione  fa crescere un progetto, l’appetito, la sete, è l’energia che si scatena in un contatto.

Ma tutto il tempo si consuma e la foto della scuola non mi assomiglia più ma i miei difetti sono tutti intatti e per quanto mi identifichi in un altro nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio. Giorno dopo giorno passeranno le stagioni ma io mi butto dentro, vada come vada, perchè siamo come il sole a mezzogiorno, senza più nessuna ombra intorno

Nessun filo spinato potrà rallentare il vento, vorrei un bacio e poi un bacio e poi un bacio e poi altri cento perchè non tutto quel che brucia si consuma e sogno dopo sogno sono sveglio finalmente, per fare finalmente i conti con le tue promesse. Un giorno passa in fretta e non c’è tempo di pensare, muoviamoci che poi diventa sera e noi siamo come il sole a mezzogiorno, senza più nessuna ombra intorno. E niente da capire.

Quando ti guardo, dopo un giorno pieno di parole, senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro.
Prendi il mio tempo e la magia che con un solo salto ci fa volare dentro all’aria, come bollicine: tu, che sei l’unico amore che vorrei. Le mie gambe han camminato tanto, la mia faccia ha preso tanto vento e ho vinto e perso dentro tante lotte solo cercando il fuoco dentro una parola.
Quei grandi cieli senza nuvole…nel mio petto c’è un motore acceso fatto per dare più di quel che ha preso e nel silenzio di certi giardini - che ispira musica e parole - baciami baciami baciami, mangiami mangiami mangiami, lasciami lasciami lasciami, prendimi prendimi prendimi: credimi, salvami, sentimi.

C’è una parte della vita mia che assomiglia a te, quella che supera la logica e che aspetta un’onda anomala sotto una palma al centro di Alexander Platz. Ci siamo presi il nostro tempo per decidere, abbiamo scelto che non volevamo scendere da questa giostra che ci fa girar la testa, e che ci tiene in orbita; abbiamo immaginato di essere felici come due bimbi proprietari di una stella (ogni tempo porta dentro un dispiacere ogni giorno porta dentro un pò d’amore).
Ho immaginato meno spreco di dolore e ricordato che ogni cosa può cambiare su questa giostra che ci fa girar la testa; la notte ha mille porte e nella testa c’è una città intera che soffre e che ti attira sempre più in mezzo, fino a che non lo distingui più il confine tra quello che è a pezzi è quello che è intero.

Ma questo lo sapevo già e non è mai stata una buona scusa per barricarmi dentro la mia testa: niente combacia, ci sono crepe e dalle crepe passa un po’ di luce, prendi tutto quello che ti piace ho un oceano dentro alle vene!
Ognuno danza col suo demone, si finge il silenzio perfetto l’esterno ti sembra di pace, intanto il rumore dell’anima corre sbattendo con forza su muri di pelle e di ossa. Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede e la mente non può sapere quello che il cuore sa: c’è un temporale in arrivo, senti l’elettricità ?

Io perdo le occasioni, ma non so perdere il vizio delle emozioni; la vita è più interessante delle definizioni e la mia mente è divisa dentro ad un corpo solo: non si può scegliere un sogno, non si può scegliere, quando ti arriva ti arriva e non c’è niente da fare, un temporale che arriva non lo puoi fermare. Quando c’è troppa virtù il cuore mi si intasa e la cura è spesso nascosta dentro alla malattia; il trapezista si gioca tutto continuamente per pochi soldi e per un brivido di libertà: hanno scoperto due scheletri abbracciati (qualche osso poco o niente) ma il loro bacio va avanti per l’eternità…non servono grandi ali per spiccare il volo.

I cani stanno in silenzio con aria d’attesa, la foto sulla parete mi segue con lo sguardo, nessun allarme per ora, nessuna sorpresa. L’invincibile non è quello che vince sempre ma quello che, anche se perde, non è vinto mai. L’intelligenza è nel corpo, il sapere nel cuore, mi son trovato memorie che non sono mie e ho un solo nome ma almeno cento identità.
E’ naturale preferire le belle bugie: alla durezza di ghiaccio di certe verità preferisco il tuo specchio appannato e la mia brutta giornata sapendo che solo l’amore rimane e tutto il resto è un gioco.

Sono sicuro che se tu arrivassi ora, all’improvviso, mentre me ne sto qui a non fare niente, insomma se tu apparissi ora con quel tuo modo di guardare, coi tuoi capelli, mi sentirei così, incatenato nella tua atmosfera e vorrei che questa pagina tornasse bianca per scriverci ti amo…punto.

E ti scappo e ti inseguo, è un tango inesorabile, perchè le cose più belle stanno in equilibrio così come la storia di noi due che profuma e che punge.

(cover da tutto “Safari” di L.C.)

Cover uno

Il mio viaggio su questo lento e grande fiume che correndo silenzioso mi sta portando sempre più lontano non mi stancherà, e non sarà una via percorsa invano
se, con tutti i tuoi dubbi e le risposte, tu partirai con me.

Se sento la forza della notte fredda che piano si avvicina
io ho i tuoi occhi e ti voglio avere sveglia per difendermi;
sul riflesso della luce del falso specchio che ti abbaglia
io veglierò attento e lo coprirò con un foulard.

Ci sarò sempre per te, e quando tu vorrai io subito verrò e per addormentare le tue paure ti  racconterò, ti canterò tutto quello che vorrai sentire.
Ci sarò ogni volta, prima che scoppi il prossimo temporale
io verrò, per abbracciarti e per ripararti sulla via.
Io so che ti potrò coprire e saprò aspettare
il caldo sole che prima o poi verrà.
Insieme non avremo freddo più.

Mentre lente passano veloci le nostre stagioni
che impetuose e folli trascinano vecchi ricordi
non e’ detto che sia troppo tardi
se mi credi e non guardi che ora e’.

Fra i ghiacci e i percorsi  accidentati
che da soli ci possono cambiare
rimane nelle tasca una vecchia foto da guardare:
quelle facce sorridenti siamo noi.

Se vorrai ci sarò per sempre, e dentro a quella nostra stanza
ti racconterò tutte le strane favole che so,
ma per non farti male le favole tristi le farò cambiare
inventando, ogni volta,  un  nuovo lieto fine.

Sempre ci sarò, prima di ogni temporale porterò
sempre con me questo impermeabile che ho
e sotto di esso ci nasconderemo ad aspettare
ogni giorno di sole che verrà, e non avremo freddo più.

Se ancora lo vorrai ci sarò prima di ogni temporale
con i dubbi e le certezze riuscirò a rimanere qui con te
ma non resterò immobile e in silenzio ad aspettare il sole che verrà.

Io so e tu sai che solo insieme non avremo freddo più.

Non avremo freddo più.

(cover da: Prima del temporale)

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